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Lucca comics e bici all’uncinetto

La telefonata per prenotare un posto letto tramite la Misericordia di Lucca si è svolta così:”Benvenuti, digiti 1 se vuole prenotare un trasporto malati; digiti 2 se vuole parlare con un operatore; digiti 3 se vuole le Onoranze funebri”. LoL!! 🙂

Comunque Lucca é bella, compresa la passeggiata sulle mura alle 7 del mattino (devo aver fatto più di un giro). E bravi anche i volontari della Misericordia.

 

Passato Altopascio e breve sosta al ponte mediceo di Ponte Cappiano. Dalla Piana di Fucecchio sono  arrivato a Castelfiorentino, nella Val d’Elsa. Qui si potrebbe enunciare il seguente teorema:”Quando due pianure cambiano nome pur essendo distanti pochi km, vuol dire che in mezzo c’è qualcosa di più alto”. Nel mio caso quel coso più alto era il colle di S.Miniato. Grande sudata ma si dice sempre che ne valeva la pena. A Castelfiorentino ho prenotato in un hotel dal passato glorioso ma ancora dignitoso, ve lo consiglio, Hotel Lami in pieno centro.

Il mattino dopo, scopro una via dove chissà chi, ha pensato di ricoprire con lavori all’uncinetto segnali stradali, tubi del gas cestini  e biciclette.

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Pietrasanta avanguardie e nostalgie

Oggi è Lunedi, esco da Sarzana sulla via Aurelia. Voglio vedere  il sito archeologico di Luni, con i resti dell’anfiteatro. …. Chiuso  il Lunedi. Guardo l’ anfiteatro dalla recinzione e poi pedalo verso Pietrasanta, costeggiando il mare senza quasi vederlo causa una fila interminabile di costruzioni, e di tanto in tanto un 50 m di “Free beach” dove un cartello ammonisce che la balneazione non è sicura perché non sorvegliata.

Pietrasanta è il paese del marmo e degli scultori, e di marmo è la scritta sopra l’ingresso della scuola elementare : “Dio Patria Famiglia”.  Poi nelle altre piazze  del paese trovi opere d’ d’avanguardia : un peperoncino gigante che spunta dal terreno, una pera gigante di marmo bianco, il ciclone a pochi passi dalla scuola. Quei bambini che tutte le mattine entrano a scuola vedendo quella scritta penseranno :” Se l’hanno scritta col marmo……..” . Uscendo dal paese, fuori da un’edicola trovo il titolo di un giornale locale dove si annuncia la morte della preside di ferro.

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We got it!!…

….e ce l”abbiamo fatta!! Il passo della Cisa é conquistato, ma la goduria piú grande sono stati i 18 km di discesa fino a Pontremoli …. Toccati i 60 km/h  (ma non ditelo a mia moglie).

Quando arranchi sulla salita, sotto il sole e magari un leggero vento contro, con un rivolo di sudore che ti lava via la crema protettiva 30 che ti sei appena spalmato, ti  chiedi : ™ma chi c..zo me l’ ha fatto fare!™. Poi arrivi in cima e già ti senti un altro, in mezzo ai motorbikers che sono arrivati lì solo aprendo un po’ il gas, ti senti superiore, fiero della tua bici carica. Piccola pausa per le foto di rito sotto il cartello che confermerà la tua impresa presso amici increduli o invidiosi, ma poi arriva la vera soddisfazione della discesa,specie se é lunga 18 km.

Non mi piacciono le salite, non mi piace soffrire, ma non toglietemi le discese.

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Mi faccio un nodo alla colonna

Ieri, partito da Fiorenzuola, piccola deviazione per Chiaravalle e il suo complesso monastico tuttora attivo, liquorificio  compreso. Bellissimo chiostro con le originali colonne degli angoli legate, tutto in marmo rosa. Passaggio a Fidenza, primo assaggio di salite per poi arrivare a Fornovo di Taro. Qui, dietro una bellissima Pieve romanica trovo da dormire nell’ostello della parrocchia, di  epoca piú recente, ma non lo dimostra; niente acqua calda ( eh… abbiamo chiuso il gas perché un pellegrino ha rischiato di morire per le esalazioni). C’è il Wi-Fi!! Però il parroco non dà la password! Boh!?

Ripartenza il mattino buonora per l’avvicinamento al passo della Cisa. A Bardone, altra Pieve romanica dove trovo accampato un ragazzo austriaco con bici stracarica. Saliamo insieme fino a Berceto. Domani gli ultimi 8 km che mi separano dalla Cisa.