Diario semiserio di un cicloviaggiatore errante

Ho scoperto un po’ tardi la bellezza di viaggiare in bicicletta….
Chi è  un cicloviaggiatore?
Il cicloviaggiatore è quel personaggio strano che gira in bicicletta per le strade del mondo da solo o al massimo con altri 2 o 3 compagni di avventura . Generalmente la sua bici ha almeno 2 borse al portapacchi posteriore e una borsetta agganciata al manubrio, due borracce d’acqua. Luci come da codice della strada ed anche oltre. E’ convinto di essere 100%  ecosostenibile e di non consumare energia.
Il suo sogno è il giro del mondo, ma si accontenta anche di mete più modeste, anche perché deve fare i conti col lavoro, la famiglia e il budget.

Questo diario vuole condividere le mie esperienze.
 
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A Roma

4Da Sutri riprendo la Cassia di buonumore sapendo che arriverò a Roma nel primo pomeriggio. I cartelli stradali indicano circa 60 km. Le nuvole basse danno un tocco in più alla scenografia, tra vigne e noccioleti. Qualche km prima di Campagnano la Cassia diventa una 4 corsie quindi devio per un percorso su strade secondarie in mezzo alla campagna. Faccio una piacevole scoperta : le cascate del monte Gelato, un angolo di frescura con suggestive cascatelle. Piccola pausa e poi riprendo delle sterrate per arrivare a Campagnano spingendo la bici su una pendenza del 18% !! In paese chiedo subito per una fontanella e mi indicano la piazza che si chiama “piazza della fontana secca”. Tutto vero, anche la fontana secca. Per evitare la Cassia autostradale, un ciclista del luogo mi consiglia di proseguire per Formello ed entrare in Roma da Saxa Rubra e prendere la ciclabile del Tevere. Ottimo consiglio. La ciclabile é molto assolata,pochi alberi e vegetazione invadente. Il paesaggio é ancora bucolico, ma ecco le prime case e il primo ponte: Ponte Milvio. Esco e mi godo birra e lupini all’ombra di un platano. Pausa, so’rrivato!

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Da Bolsena a Sutri

Ho finito il secondo tubetto di crema protezione 30. La farmacista mi ha detto che non dovrei più espormi al sole. Ho il’abbronzatura del muratore.

Il lago di Bolsena sembra il mare, fai quasi fatica a vedere l’altra sponda! Parto presto per sfruttare il fresco del mattino ma alle 8 ci sono già 18°. In compenso la strada é parzialmente alberata.

Salita a Montefiascone e giro turistico. Il panorama sul lago dalla Rocca dei papi è stupendo, tanto che ti chiedi:”Ma io stamattina ero là in basso?”. Sul mio navigatore (Open Street map) il giardino della Rocca dei papi è indicato come. “Giardino della Rocca dei pupi”. A Viterbo primo impatto con il traffico caotico del centro-sud.  Vista la conformazione del territorio viterbese, la bicicletta non è molto diffusa e di conseguenza gli automobilisti si sentono padroni. Poi bella pedalata fino a Sutri, con l’anfiteatro romano scavato nel tufo e il Mitreo, un luogo pagano ipotesi dove si tenevano banchetti e quant’altro, poi trasformato in chiesa a tre navate dai primi cristiani.  Domani a Roma.

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Un pensierino per la e-bike

Sveglia alle 5.30, preparazione dei bagagli e partenza da Buonconvento verso le 6.30. Temperatura fresca sui 14°. Ormai le salite sono una costante, ma arrivo a S.Quirico d’Orcia abbastanza agevolmente. Visita veloce al Borgo e seconda colazione in vista della salta di Radicofani. Chiedo qualche informazione ai locali che mi suggeriscono :”Se non vuoi fare la salita di Radicofani, stai sulla Cassia che oggi é festa e non ci sono camion”. Mi dispiace per i Radicofanesi e per lo spettacolare panorama che mi sono perso, ma decido di tirare dritto. Unico problema un tunnel di circa 500m poco illuminato. Sono però salito a Bagni Vignone, un gioiellino. Poi bella galoppata tra dolci colline e filari di cipressi, che la luce radente del mattino mette in evidenza. A metà  mattina la temperatura aumenta e mentre comincio a sudare sull’ennesima salita, mi vedo raggiungere da un vecchietto con la e-book fresco come una rosa che mi saluta con un sarcastico “buongiorno!”. Vabbé…. Dopo una breve pausa prima di Acquapendenfe, decido di pedalare fino a Bolsena. Ormai sono nel Lazio…. o meglio nella Tuscia. Quando ho visto la freccia ” ORVIETO 33km” ho pensato per un attimo di voltare a sinistra per rivedere quella bellissima città, ma sarà per la prossima volta. Domani verso Viterbo.

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Una pedalata nel passato

San Gimignano l’avevo già vista, ma è sempre e un piacere girare tra le sue torri e scoprire angoli nuovi o una lapide a ricordo che in quella via un giovane Dante Alighieri partecipò ad una sommossa. Una gradita sorpresa per me è stata invece  il centro storico di Colle In Val d”Elsa. Le salite,invece, non sono più una sorpresa (!@!). Gli ultimi km sono di strada bianca verso Abbadia a Isola, un Borgo di 4 case e un complesso monastico in  via di riutilizzo a fini di accoglienza e convegni. Dalla finestra della camera si vede la silhouette di Monteriggioni, il Borgo citato da Dante nella Divina Commedia. Ripartire da Abbadia alle 7 del mattino, su una strada di campagna con davanti agli occhi la sagoma di Monteriggioni che cambia con la luce, é impagabile. E poi Siena, dove arrivo troppo tardi per godermela con pochi turisti. Spingendo la bici faccio fatica passare tra turisti ingoiati. Scappo. Direzione Buonconvento, che scopro essere un Borgo inserito nella lista dei più belli d’Italia. Piccolo ma veramente carino. Domani le salite della Val d” Orcia.

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Lucca comics e bici all’uncinetto

La telefonata per prenotare un posto letto tramite la Misericordia di Lucca si è svolta così:”Benvenuti, digiti 1 se vuole prenotare un trasporto malati; digiti 2 se vuole parlare con un operatore; digiti 3 se vuole le Onoranze funebri”. LoL!! 🙂

Comunque Lucca é bella, compresa la passeggiata sulle mura alle 7 del mattino (devo aver fatto più di un giro). E bravi anche i volontari della Misericordia.

 

Passato Altopascio e breve sosta al ponte mediceo di Ponte Cappiano. Dalla Piana di Fucecchio sono  arrivato a Castelfiorentino, nella Val d’Elsa. Qui si potrebbe enunciare il seguente teorema:”Quando due pianure cambiano nome pur essendo distanti pochi km, vuol dire che in mezzo c’è qualcosa di più alto”. Nel mio caso quel coso più alto era il colle di S.Miniato. Grande sudata ma si dice sempre che ne valeva la pena. A Castelfiorentino ho prenotato in un hotel dal passato glorioso ma ancora dignitoso, ve lo consiglio, Hotel Lami in pieno centro.

Il mattino dopo, scopro una via dove chissà chi, ha pensato di ricoprire con lavori all’uncinetto segnali stradali, tubi del gas cestini  e biciclette.

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Pietrasanta avanguardie e nostalgie

Oggi è Lunedi, esco da Sarzana sulla via Aurelia. Voglio vedere  il sito archeologico di Luni, con i resti dell’anfiteatro. …. Chiuso  il Lunedi. Guardo l’ anfiteatro dalla recinzione e poi pedalo verso Pietrasanta, costeggiando il mare senza quasi vederlo causa una fila interminabile di costruzioni, e di tanto in tanto un 50 m di “Free beach” dove un cartello ammonisce che la balneazione non è sicura perché non sorvegliata.

Pietrasanta è il paese del marmo e degli scultori, e di marmo è la scritta sopra l’ingresso della scuola elementare : “Dio Patria Famiglia”.  Poi nelle altre piazze  del paese trovi opere d’ d’avanguardia : un peperoncino gigante che spunta dal terreno, una pera gigante di marmo bianco, il ciclone a pochi passi dalla scuola. Quei bambini che tutte le mattine entrano a scuola vedendo quella scritta penseranno :” Se l’hanno scritta col marmo……..” . Uscendo dal paese, fuori da un’edicola trovo il titolo di un giornale locale dove si annuncia la morte della preside di ferro.

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We got it!!…

….e ce l”abbiamo fatta!! Il passo della Cisa é conquistato, ma la goduria piú grande sono stati i 18 km di discesa fino a Pontremoli …. Toccati i 60 km/h  (ma non ditelo a mia moglie).

Quando arranchi sulla salita, sotto il sole e magari un leggero vento contro, con un rivolo di sudore che ti lava via la crema protettiva 30 che ti sei appena spalmato, ti  chiedi : ™ma chi c..zo me l’ ha fatto fare!™. Poi arrivi in cima e già ti senti un altro, in mezzo ai motorbikers che sono arrivati lì solo aprendo un po’ il gas, ti senti superiore, fiero della tua bici carica. Piccola pausa per le foto di rito sotto il cartello che confermerà la tua impresa presso amici increduli o invidiosi, ma poi arriva la vera soddisfazione della discesa,specie se é lunga 18 km.

Non mi piacciono le salite, non mi piace soffrire, ma non toglietemi le discese.